Settembre
è arrivato e per quanto dovrebbe essere – almeno per me – un mese felice se non altro perché tra le varie ricorrenze c’è quella del mio compleanno (e di quello di mio marito), ogni anno è sempre la stessa storia: non riesco a lasciare andare agosto e con lui l’estate (ve l’avevo già detto che sono una summer addicted!).

Settembre è il mese in cui ha inizio il lungo cammino verso “i buoni propositi”, lista che– almeno personalmente – io e mio marito stiliamo ogni estate con i piedi nella sabbia, settembre è il mese della “ripresa”, settembre è il mese in cui la natura inizia a “spegnersi”.

Quest’anno, poi, tra le varie novità ce n’è una che mi spaventa e non poco. È arrivato anche per noi il momento del vero distacco: Carlo indosserà il suo zainetto a forma di scimmietta e varcherà la soglia del nido. Prima di decidere quale fosse la scelta migliore per Carlo (e per noi tutti) ho fatto un attento studio sulle varie soluzioni. Da mamma lavoratrice capisco quanto sia difficile – in un paese come il nostro, così ostile nei confronti delle mamme lavoratrici – cercare la soluzione ad hoc che possa coniugare gli impegni lavorativi con la necessità – primaria – di garantire un percorso sereno al nostro bambino (ed anche a noi genitori) in nostra assenza.

Scorrendo le varie soluzioni ho scoperto che, tra le varie soluzioni che vengono offerte ai genitori lavoratori, da qualche anno, e solo in alcune regioni è stato sperimentato e messo in atto un “nuovo” modo di concepire il nido d’infanzia: il cosiddetto “nido famiglia”.

Perciò oggi, care mamme, di ritorno dalle vacanze, lascio, – con voi – ancora per un po’, la toga appesa nell’armadio per parlavi di un tema che è collaterale con il mio impegno e la mia attenzione al mondo del lavoro (soprattutto femminile) ma che mi coinvolge anche e soprattutto come mamma.

Ecco a voi qualche informazione in più su cos’è e come funziona il servizio dei cosiddetti “nidi famiglia”

Il nido famiglia è una soluzione nord europea che è stata “adottata” in Italia, primo tra tutti dal Trentino Alto Adige e poi è “approdato” in altre (ancora poche, purtroppo) regioni.

Cos’è?

 

È un nido che accoglie i bambini iscritti non in una struttura “esterna” ma all’interno di una abitazione vera a propria di proprietà di quella che viene definita, in gergo, tagesmutter (dal tedesco “mamme di giorno”).

il nido familiare può essere (a) convenzionato con il comune, oppure (b) privato.

Lo spirito che muove i nidi famiglia è, tra i tanti, (a) quello di creare un ambiente più “intimo” e familiare per i bambini che devono affrontare il distacco e per la loro crescita e (b) quello di avere un rapporto di “diretto” con i genitori in modo da agevolare l’organizzazione e la sincronia familiare.

 

Legislazione Ancora non è stata emanata una legge nazionale volta a disciplinare i nidi famiglia su tutto il territorio italiano.

Tuttavia, le regioni che hanno già “adottato” anche questa soluzione, ognuna ha emanato una legge regionale in grado di disciplinare (almeno a grandi linee) la materia.

Ad esempio, la regione Lombardia con la Legge Regionale n. 23/1999 ha “inglobato” questa tipologia di percorso di crescita dell’infanzia ed ha iniziato a disciplinare la materia (vedi art. 4, co. 2 e ss.).

Per conoscere in quali regioni è possibile trovare i nidi famiglia ed i riferimenti normativi, vi lascio i seguenti link:

https://www.minori.it/sites/default/files/tipologie_0.pdf

https://www.minori.it/regione-lombardia

 

Chi è una tagesmutter? Può essere tanto una professionista, con una formazione adeguata, quanto essere semplicemente una mamma, che usa la propria abitazione per accudire i bambini iscritti.

Ad oggi non è previsto nessun obbligo formativo a carico delle tagesmutter.

 

Quanti bambini può ospitare un “nido a domicilio”? Ogni nido familiare può ospitare al massimo 5 bambini di una età compresa tra gli 0 e i 3 anni.
Fascia oraria È liberamente determinato e concordato tra genitori e tagesmutter, ricalcando lo spirito di “solidarietà familiare”.

Non ci sono fasce orarie prestabilite ma variano da tagesmutter a tagesmutter.

Costo Come dicevamo, non essendo una materia regolamentata dalla legislazione nazionale, non sono previste neanche delle griglie di costi minimi e/o massimi generali entro cui ogni tagesmutter deve orientare il proprio compenso.

Ogni regione, però, ha una storia a sé e, per quanto riguarda la regione Lombardia, neanche a livello di regolamentazione regionale sono previste delle linee guida in tal senso.

Tuttavia, da una ricerca che ho fatto, quello che è emerso è che, spesso, la tagesmutter calcola il proprio compenso sulla base di una tariffa oraria autodeterminata ma che, tuttavia, qualora la frequenza di un determinato bambino sia inferiore a certe soglie, chiede il pagamento di una quota minima mensile (per Milano, ad esempio, la quota minima si aggira, grossomodo, intorno ai 300 Euro/mese).

Pranzo Anche la questione “pranzo” dei bambini è molto “libera”: ci sono tagesmutter che preferiscono preparare il pranzo per i bambini (con un rimborso spese) e altre che preferiscono che, invece, siano i genitori a portare il pranzo che poi verrà somministrato ai bambini, altre che, invece, optano per soluzioni più “ibride” dando entrambe le possibilità ai genitori.
Agevolazioni Essendo integralmente equiparato ad un nido d’infanzia, anche nel caso di nidi famiglia sarà possibile:

a.     ottenere tutte le detrazioni fiscali dovute per il pagamento del compenso della tagesmutter;

b.     fare domanda per l’ottenimento del bonus nido.

 

Perciò, mamme, sì, è vero, siamo in un paese che offre davvero pochi servizi a sostegno della genitorialità (ben lontani, tra l’altro, dai modelli nord europei, come quello danese di cui ho parlato nell’articolo del 22 marzo 2019, ah, se non l’avete già letto, ecco il link e quelli che offre sono a caro prezzo (qui potremmo aprire una lunga polemica che, però, trovo sterile in questo nostro contesto).

Tuttavia, nel panorama (più o meno ampio) fornito da ogni regione ad ogni genitore, è possibile considerare anche questo più o meno nuovo, più o meno conosciuto, percorso formativo per i nostri bimbi.

Lavorare (oltre ad essere un dovere) penso che sia un diritto di tutti e chi vuole, chi deve, chi può dovrebbe poterlo fare senza sensi di colpa, senza limitazioni economiche. Perché una donna, un uomo felice e soddisfatto è un genitore felice, sereno e in grado di potersi donare senza pesi sul cuore al proprio bambino.

Alla prossima, amici!

 

Oriana Santarcangelo
Oriana Santarcangelo

Riflessiva e chiacchierona cerco di approcciarmi alla vita con lo stupore e la gioia di un bambino. Partita da una terra lontana, sono approdata a Milano per gli studi universitari ed è lì che, poi, sono diventata avvocato. Galeotto fu il codice ed è in uno studio legale che ho conosciuto mio marito. Anche lui avvocato del lavoro. Diversamente da quanto si potrebbe credere, due avvocati possono vivere sotto lo stesso tetto in armonia ed è così che abbiamo deciso di crederci e di creare la nostra famiglia. Sono mamma di Carlo, classe 2018, immatricolato a giugno.

2 Comments
  1. Gentile Myriam,
    la risposta è tendenzialmente affermativa dal momento che, se in possesso delle giuste affinità con gli asili nido, anche i servizi domiciliari forniti dalle tagesmutter sono suscettibili sia di detrazione nel Modello 730 che della possibilità di beneficiare del bonus asili alle medesime condizioni dei nidi. In generale, ti segnalo che in termini di legge si considerano asili nido quelle “strutture dirette a garantire la formazione e la socializzazione delle bambine e dei bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni”.
    Ti consiglierei, però, di fare una qualche verifica in più sul serivizio di tagesmutter che hai scelto perché la detraibilità viene garantita in automatico per i servizi forniti nell’ambito della sola provincia di Bolzano, ciò significa che nel caso di tagesmutter site in altre città si dovrà dimostrare che il servizio offerto da queste ultime rispetti determinati parametri qualitativi e professionali.
    Per qualsiasi altro chiarimento non esitare a contattarmi

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