Iniziare precocemente con la pratica dell’attività fisica ha molteplici vantaggi.

Lo sport mantiene le articolazioni sane ed efficienti, aiuta a costruire una buona massa muscolare, a ridurre il grasso corporeo mantenendo un peso adeguato, incrementa i volumi polmonari e l’irrorazione periferica. L’aspetto più importante è che migliora le capacità di apprendimento.

È inoltre una grande valvola di sfogo. Per i bimbi più vivaci é importante imparare ad incanalare positivamente la loro energia e l’attività motoria può essere una buona opportunità per autocontrollarsi.

Uno sport per ogni età

Non esistono effettivamente delle regole scritte che diano indicazioni sull’età giusta per  intraprendere uno sport piuttosto che un altro. Esistono comunque delle limitazioni di età da parte delle società sportive per accettare i giovani atleti. In più facciamoci guidare dal buon senso: i nostri bambini devono prima apprendere ed interiorizzare gli schemi e le abilità motorie di base; per questa ragione generalmente fino ai 3 anni si parla di “avviamento al movimento”.

Da 0 a 3 anni gli sport praticabili per i più piccini sono davvero pochi. Abbiamo la piscina, corsi di psicomotricità e il gioco danza.

Dai 3 anni le possibilità iniziano ad aumentare. Mini basket, scuola calcio, mini rugby, nuoto, danza, ginnastica artistica. É chiaro che a questa età è tutto sotto forma di gioco e tutto finalizzato a sviluppare e a consolidare gli schemi motori di base.

Dai 5/6 anni il discorso cambia. I bambini hanno affinato le loro capacità, riescono a prestare attenzione più a lungo, sanno modulare la velocità e la forza, riconoscono gli spazi, hanno più coordinazione. È sicuramente il momento più adatto per iniziare una pratica sportiva. Questa è l’ età in cui più sport si praticano, più esperienze fanno, più migliorerà il loro sviluppo psico fisico. Con questo non voglio dire che debbano ogni giorno fare un attività diversa ma, se per un anno giocano a calcio e l’anno successivo decidono di fare judo, lasciamoli provare.

Sono davvero pochi gli sport che necessitano un avviamento precoce per ottenere risultati futuri a livello agonistico.

La ginnastica artistica/ritmica, il pattinaggio artistico, il nuoto sincronizzato sono sport particolarmente tecnici che, se si pensa di praticarli ad alto livello, vanno iniziati molto presto.

Perché insisto sul differenziare l’agonismo dall’amatoriale? Perché a livello amatoriale si può fare tutto a qualsiasi età, a livello agonistico no. Sono mondi con obiettivi diversi ma con il comune il piacere e l’amore nei confronti di una disciplina.

È difficile al giorno d’oggi trovare bambini che a 6 anni hanno già le idee chiare sullo sport che vorranno fare da grandi! Scegliere uno sport “per la vita” richiede maturità e determinazione!

Le discipline che ho citato sopra sono prettamente femminili, richiedono sacrifici, pazienza e acquisizione di tecniche complicate.

Consiglio la ginnastica artistica per i più piccoli, maschi e femmine, in quanto le basi di questo sport sono multidisciplinari e fondamentali per qualsiasi altra attività che i vostri figli decideranno di intraprendere.

Da 8/9 anni da qui in avanti sarebbe bene concentrarsi su una, massimo due attività.

Pallavolo, basket, baseball, calcio, rugby, hockey, pallanuoto, canottaggio per gli sport di squadra. Atletica, nuoto, ginnastica artistica e ritmica, judo, pattinaggio, ciclismo, tennis, tuffi, sci, scherma per quelli individuali.

Per i più dinamici

Ci sono bimbi super dinamici che si esprimono molto fisicamente. Il judo o il rugby possono essere interessanti per incanalare nel giusto modo le loro energie: sono due sport di contatto ma con controllo, disciplina e rispetto delle regole.

Anche l’equitazione in questo caso può aiutare. Non tanto per un dispendio energetico ma, chi pratica questa attività oltre ad imparare a montare, deve imparare a prendersi cura del suo cavallo e a trovare una sintonia con lui.

Qualche consiglio per aiutare i vostri figli nella scelta

  • Non lasciate mai prevalere l’atleta o il mancato atleta che è in voi! Le nostre aspettative non sempre coincidono con la felicità dei nostri figli. Per questa ragione lasciategli libertà di scelta e cercate di non influenzarli. 
  • Provate a cogliere le loro reali capacità ed attitudini. Così potrete dar loro dei consigli su come valorizzarle. 
  • Spesso i bambini sono influenzati da modelli sportivi che vedono in tv o scelgono uno sport solo perché ci va un amico. Questo non è sempre sbagliato, ma se doveste accorgervi che quello che sta facendo non è per lui adeguato fateglielo presente. In questo modo si eviteranno inutili frustrazioni. 
  • Chiedete due o tre lezioni di prova. Una volta presa una decisione cercate di portarla a termine. A meno che non succeda qualcosa per cui vi accorgete che vostro figlio non è più sereno nel fare quello che aveva scelto: non lasciatelo libero di mollare alla prima difficoltà o alla prima giornata storta. Ne uscirete fortificati sia voi che lui. 
  • Potete utilizzare lo sport come mezzo di socializzazione, educativo e formativo.

In conclusione..

Da insegnante vi dico che avvicinare un bambino allo sport è qualcosa di meraviglioso! Sono tanti anni che insegno, ma l’energia e l’entusiasmo che questi piccolini mettono in quello che fanno è sempre emozionante!

Da ex atleta lo sport mi ha insegnato ad essere multitasking, organizzata e mi ha regalato amicizie splendide!

Da mamma ho imparato che lo sport aiuta i miei bambini a superare limiti e paure!

Annalisa Battaini
Annalisa Battaini

Mi chiamo Annalisa Battaini, sono un insegnante di fitness. viaggiatrice per passione, mamma per amore. Vivo al motto di: “mangia, nuota, ama”! Mi piace muovermi ma, alla fine torno sempre a Varese.

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