Il ritorno al lavoro dopo la maternità: le 10 regole d’oro per “viaggiare informati”

10 Maggio 2019Oriana Santarcangelo

Ciao mamme (e papà, non siete moltissimi ma ci siete!)!

Oggi mi sono svegliata con questa domanda: quante volte nella vita ci si è trovati ad affrontare delle situazioni che letteralmente “ti cambiano la vita”? Per trovare una risposta alla domanda, non pensate troppo “in grande”, non cercate di visualizzare solo situazioni impossibili e provate a pensare a quante volte la vostra vita è cambiata perché avete scelto una strada al posto di un’altra: scegliere di iscriversi ad una scuola oppure ad un’altra, scegliere di intraprendere gli studi universitari oppure iniziare a lavorare, scegliere di diventare genitore oppure no, scegliere di partire per mete sconosciute per cambiare la routine, scegliere di tornare a lavoro dopo l’arrivo di un figlio oppure no.

Il famoso effetto “sliding doors”, lo so non è famoso, ma lo è per me che, ogni tanto, quando prendo qualche decisione mi chiedo cosa sarebbe successo se, invece, ne avessi presa un’altra. Per me, ogni cambiamento porta con sé una “nuova nascita”, ogni cambiamento comporta una lieve modifica del nostro essere: ci troviamo cambiati nel carattere, nell’approccio alle cose, alle situazioni. Si può dire che quando è nato Carlo è nato un nuovo pezzo di me. La mia persona e la mia personalità si è ramificata ulteriormente. Quel nuovo ramoscello, quella nuova sfaccettatura del mio essere, è andato ad aggiungersi, facendosi spazio, tra quelli già esistenti e, all’occorrenza, ha preso il posto di quelli che erano, ormai, secchi o erano incompatibili con la mia “nuova vita”.

Da quando è nato Carlo ho scoperto che “farsi valere” non è sinonimo di prevaricazione ma vuol dire sapersi difendere e proteggere sé stessi e chi dipende da te, ad esempio. Ritornare a lavorare dopo una maternità è anch’essa una nuova nascita. Sapere di essere donne perfettamente divisibili a metà come non lo eravate mai state: da una parte c’è il dare tutte le proprie energie durante l’orario di lavoro e, dall’altra, conservarne altrettante per il ritorno a casa, per godere del tempo con il proprio bimbo. È per questo motivo che, questa settimana, mi piacerebbe affrontare con voi il tema del rientro al lavoro che, oltre alle svariate implicazioni psicologiche, porta con sé anche molteplici considerazioni dal punto di vista legale.

Ecco a voi, quindi, le 10 regole d’oro per affrontare al meglio il ritorno al lavoro (legalmente parlando)!

  1. Rivendicate il vostro diritto a svolgere – una volta tornate a lavoro – mansioni analoghe a quelle che avete lasciato. È possibile che l’azienda abbia provveduto alla vostra sostituzione con una nuova risorsa assunta a tempo determinato. Sappiate che questa risorsa non può soppiantare la vostra posizione.
  2. Se doveste vivere situazioni di pressione psicologica volte ad indurvi alle dimissioni, non abbiate paura di assentarvi per malattia esponendo la correlazione fra la malattia e le pressioni subite;

  3. In caso di pressioni che diano luogo a procedimenti disciplinari fornite sempre le Vostre giustificazioni, chiedete l’audizione con il sindacalista di fiducia e in caso di irrogazione della sanzione impugnatela;

  4. Condotte improprie, offese, minacce proferite verbalmente possono essere registrate ed a tempo debito prodotte in giudizio; lasciate che sia il Giudice del Lavoro a valutare la loro inattendibilità;

  5. Se avete deciso di allattare il vostro bambino, fate richiesta dei permessi allattamento. Come già analizzato, ricordatevi che ogni madre lavoratrice ha diritto di fruire di due periodi di riposo, anche cumulabili tra loro, della durata di un’ora ciascuno con possibilità di uscire dall’azienda. Nota bene: a) il periodo di riposo è uno solo qualora l’orario di lavoro risulta inferiore alle 6 ore giornaliere; b) la durata di detti periodi di riposo è ridotta della metà (quindi i riposi durano mezz’ora l’uno) nel caso in cui la lavoratrice fruisca dell’asilo nido aziendale o di un’altra struttura idonea istituita dal datore di lavoro nel contesto dell’unità produttiva o nelle sue immediate vicinanze. Un caso a sé stante è quello previsto per i genitori di gemelli per i quali la Legge prevede che i riposi giornalieri dei quali posso godere sono da intendersi raddoppiati (pertanto, è previsto un periodo di riposo giornalieri pari a 4 ore/die);

  6. Qualora aveste bisogno di più tempo, fate richiesta del part-time ma fate attenzione a ciò che prevede il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro che viene applicato al vostro rapporto di lavoro (se non l’avete già letto, date uno sguardo all’articolo di mamma da legale dell’11 gennaio 2019!);

  7. Per favorire la conciliazione vita-lavoro la Legge prevede lo strumento dello smart working, chiedete informazioni in azienda sulla possibilità di farvi ricorso;

  8. Quando dovrete assentarvi dal lavoro per necessità del vostro bambino avrete a vostra disposizione il congedo parentale. Ricordatevi che potrete fare richiesta del congedo parentale fino al compimento dei 12 anni di età di vostro figlio (per maggiori dettagli e specifiche, mamma da legale ne aveva parlato l’8 febbraio 2019);

  9. Nel caso in cui il vostro bambino dovesse fare delle visite di controllo o qualora dovesse ammalarsi, niente paura potete richiedere il congedo per malattia del bambino per stargli accanto;

  10. Attenzione ai benefici che l’INPS prevede per voi, genitori lavoratori: fate richiesta del bonus asilo nido. Qualora decideste di avvalervi dell’aiuto dell’asilo nido nella crescita dei vostri bimbi, non sottovalutate la possibilità di ottenere degli aiuti economici!

Care mamme, il rientro a lavoro è un momento di grande cambiamento, un momento in cui nasce una nuova mamma, una nuova donna (si dice che alle volte spuntino davvero i superpoteri..) che sarà in preda ad un turbinio emotivo ed affettivo (nonché organizzativo) non di poco conto!

Circondatevi di tutto l’aiuto e l’affetto che parenti, amici, tate e asilo vi possono dare in modo da accompagnare voi e il vostro bimbo ad accettare e a vivere al meglio le ore in cui sarete separati e, laddove necessario, rivolgetevi a professionisti del settore.

Per tutto il resto, almeno dal punto di vista lavorativo, per affrontare con il piede giusto questa nuova vita di mamma lavoratrice, tenete bene a mente i 10 passi sopra elencati!

Un abbraccio virtuale e.. buona festa della mamma a tutte!

Alla prossima, amiche!

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