Quando scatta la quarantena: pensieri e consigli da condividere tra genitori

Sembrava un sabato normale. Normale come può esserlo di questi tempi. O, meglio ancora, come poteva esserlo tre settimane fa circa. Fuori il sole e il cielo blu d’autunno. In cucina il caffè sul fuoco e le risate dei miei bambini.

Dlin dlin, messaggio sulla chat di classe di mio figlio grande: un alunno è positivo al Covid-19, tutti in quarantena.

Guardavo i miei figli in pigiama che scherzavano e non sapevo cosa dire.  Come avremmo spiegato quello che stava succedendo?

Per fortuna, fino a questo momento, stiamo tutti bene” mi ripetevo come un mantra.

E’ da qui che dobbiamo partire. Ho cercato di tenerlo a mente ogni giorno. Mi ha portato fortuna. 

E’ andata bene, questa volta. E abbiamo cercato di farne tesoro. Con la consapevolezza, ancora maggiore, che siamo tutti sulla stessa barca, che a tutti può succedere di ammalarsi.

In questi tempi così difficili non possiamo che attaccarci alle piccole cose, che poi sono grandi, ai riti, alla quotidianità, alle abitudini.

Così, mentre il tempo passava- lento- io prendevo appunti. 

Vi lascio qui i miei spunti, tra pensieri e consigli pratici. 

Chi ha voglia di scriverci i suoi?

  1. Spiegare e rispondere alle domande: questi sono tempi duri per i genitori anche sul fronte delle domande a cui rispondere. Ma non possiamo farne a meno. I nostri figli, come noi, ricevono informazioni da tutte le parti. Anche se cerchiamo di proteggerli. Capitano cose più grandi di loro che non possiamo e non dobbiamo nascondere. E’ meglio quindi giocare d’anticipo e spiegare, senza paura e con parole adatte alla loro età, quello che sta succedendo fuori, perché stiamo a casa, perché usiamo le mascherine, perché vediamo i nonni solo in videochiamata o non possiamo invitare gli amici a casa. Possiamo farci aiutare da un libro (se ne trovano già di bellissimi), da un video cartone animato o da qualche disegno

2. Creare una nuova routine, rigida ma flessibile: mi sono tornati in mente i suggerimenti che la dottoressa Michela Launi ci aveva dato qui sul magazine durante il lockdown primaverile e che oggi tornano utili. Ho costruito nuove abitudini con i miei bambini, non negoziabili sugli orari dei pasti e della nanna, morbide sui tempi di gioco e di noia (che io trovo fondamentale!) e sugli spazi da utilizzare in casa. Da mamma di maschi ho avuto un occhio di riguardo per il gioco fisico. 

Difficile, anzi impossibile, tenere i bambini in casa senza movimento. Mi sembra prezioso creare insieme a loro una zona dedicata: che sia un corridoio dove giocare a pallone o il salotto per creare percorsi con i cuscini, chiudiamo un occhio sul disordine, cerchiamo di azzerare i pericoli e diamo il via libera.

3. Coltivare le autonomie: in questo momento più che mai abbiamo bisogno di rendere i nostri figli più autonomi possibile nelle piccole cose. Il che non è necessariamente un male, anzi. Io lo trovo il lato positivo della situazione. C’è bisogno che alla scuola materna facciano il più possibile da soli e non è male se anche a casa riescono a fare il loro pezzettino. E i fratelli minori seguiranno con gioia. Sfruttiamo quindi un eventuale periodo di isolamento forzato come occasione per fare esercizio, per  coltivare piccole e grandi autonomie, per incentivare il gioco tra fratelli mentre la mamma lavora vicino, per farsi aiutare in casa a seconda delle età, per pensare di togliere il pannolino (in questo caso solo se vi sentite tutti pronti, non aggiungiamo fatica a fatica inutilmente).

4. Riorganizzare la stanza dei bimbi: è più facile essere autonomi se ogni cosa trova il suo posto. Una camera in ordine e ben organizzata può aiutarci molto in questi giorni difficili. Senza contare che riscoprire spazi, giochi e libri dimenticati nel tempo può essere un buon aiuto anche contro la noia. Sistemate la camera dei bambini all’inizio del periodo per avere subito un vantaggio. Fatevi aiutare dai vostri figli: tirate fuori i libri e cambiate l’ordine sugli scaffali, spostate i giocattoli, modificate- se possibile- l’ordine dei contenitori, cambiate posto al tavolino.. Insomma, con un po’ di fantasia avrete uno spazio gioco diverso, nuovo, sicuramente più ordinato e più funzionale ai giorni che avete davanti.

5. Tecnologia sì, ma senza stress: facciamoci aiutare dalla rete per quello che può esserci utile. Si può forse concedere un’oretta di cartoni animati sul tablet in più ma non insistiamo se i nostri figli non hanno voglia di fare o ricevere videochiamate. Purtroppo il mezzo è l’unico che abbiamo per mantenere un filo con i nonni, con gli amici, con i compagni di classe. Ma non dimentichiamoci che  a volte è faticoso per noi, figuriamoci per loro.

6. Mettere in conto capricci, fatiche e regressioni: come durante il lockdown la mancanza della routine, dell’asilo, degli amici, delle abitudini possono portare i bambini ad essere più capricciosi o ad avere qualche regressione. Accettiamolo. 

7.Prendiamoci cura di noi: soprattutto in questo momento noi genitori abbiamo più che mai bisogno di prenderci un po’ cura anche di noi. Solo così possiamo davvero essere utili ai nostri bambini. 

Ve la ricordate la metafora della mascherina in aereo? 

Lucia Massarotti

Mi chiamo Lucia. Ho quarant’anni e vivo a Milano. Ho sposato il miglior compagno di viaggio che mi potesse capitare e, insieme, siamo genitori di due maschietti: uno di cinque anni e uno di due anni e mezzo. Dopo la laurea in Giurisprudenza e qualche- bellissimo- anno passato a lavorare in uno studio legale ho capito che il diritto non era la mia strada. Così ho chiuso i codici. Ma ho portato con me la passione per la scrittura. Nel gennaio 2019 ho aperto un blog, PiccolieCuriosi e ho cominciato a raccontare le mie avventure da mamma. Convinta del fatto che diventare genitori sia la nostra più grande occasione per crescere. Ho collaborato con MaM Magazine, Mamme a Milano e Faccio Quello Che Posso. Da novembre 2018 scrivo su GeekMum Magazine.

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