È ufficiale, l’asilo è cominciato! Quanta emozione nel vedere Carlo abbracciare il mondo (e abbracciare fisicamente tutti i bambini che incontra ogni mattina) e nel vederlo esprimere tutta la sua gioia di vivere!

Devo ammettere che l’inserimento serve davvero molto anche ai genitori perché grazie a queste giornate si riesce davvero a comprendere chi sono i nostri figli.

Guardo intorno a me e vedo con quanta dedizione le madri o i padri cercano, da una parte, di preparare i figli alla società e, dall’altra, cercano di proteggerli da possibili fattori esterni che possano turbare la loro serenità, vedo con quanta pazienza e cura le educatrici approcciano ai bambini con il loro più caloroso sorriso. Sì, in questi giorni sto scoprendo un micromondo che mi sta lasciando a bocca (e cuore) aperto.

Spesso mi torna in mente la frase che almeno 7 conoscenti/amici/parenti su 10 mi hanno detto: “figli piccoli, problemi (e preoccupazioni) piccoli. Figli grandi, problemi (e preoccupazioni) grandi”.

Sarà, ma fintanto che Carlo è così piccolo mi sembra che anche le preoccupazioni per questo nanerottolo di ormai passati 90 cm siano “grandi”!

Penso che adesso ci sono io a proteggergli le spalle e a cercare di prevenire i pericoli che può incontrare per poterli arginare e penso che un domani non ci sarò più io a fargli da ombra, i suoi passi saranno orme sul terreno della vita e dovrà pensarci da solo a non incappare nelle sabbie mobili.

Per adesso, fintanto che si è bambini così piccoli si è privi di cattiveria, di malizia, di sadismo ma prima o poi tutti diventeranno bambini e poi adolescenti e poi ragazzi con coscienza e con proprie inclinazioni e ogni loro comportamento sarà l’espressione del proprio io. Si spera sempre che sulla via dei nostri figli gli “io” che incontreranno saranno sempre gentili e “accoglienti” e speriamo tutti che anche i nostri figli, per primi, lo siano, ma non sempre va così.

È già capitato che vi parlassi di violenza perché è un tema che mi sta molto a cuore ma questa volta voglio parlarvi di una sfumatura di essa che può fare male “da morire”: il bullismo.

Penso che il bullismo sia il mobbing “dei piccoli”: vi è una condotta vessatoria ripetuta nel tempo posta in essere ai danni di un soggetto debole. Il bullo è un po’ come il datore di lavoro che, in una posizione di maggior forza rispetto al dipendente, attraverso forme di prevaricazione, gli provoca un danno. La differenza sta nell’animus. Il datore mette in atto condotte prevaricatrici per provocare un danno in sé e per sé, il bullo – con ogni probabilità – pone in essere condotte prevaricatrici per poter ottenere il consenso del “branco” o per provocare il loro riso.

Quando si parla di bullismo, cos’è e quali tutele legali abbiamo.

Sfortunatamente ancora oggi il nostro codice penale non prevede un vero e proprio reato di bullismo, tuttavia quest’ultimo può essere perseguito come reato penale dal momento che il bullo quando agisce mette in atto una serie di azioni che – molte delle quali – vengono punite perché reati penalmente perseguibili.

Ad esempio vi riporto alcuni atti di bullismo e alcuni dei possibili reati che potrebbero andare a configurare:

Atti di bullismo Possibili reati configurantisi
Insulti, offese, prese in giro (spesso i bullizzati vengono esclusi dai giochi) prese in giro = (eventuale) molestia o disturbo alle persone (art. 660 c.p.)
Voci diffamatorie e false accuse offese = ingiuria, se a tu per tu, o diffamazione, se di fronte ad altri (artt. 594 e 595 c.p.);
Razzismo prese in giro = (eventuale) molestia o disturbo alle persone (art. 660 c.p.)
Minacce minacce = minaccia (art. 612 c.p.);
Violenza privata percosse (art.581 c.p.) o lesioni, se lasciano tracce-conseguenze più o meno gravi (artt. 582 e ss c.p.);
Aggressioni e/o giochi violenti percosse (art.581 c.p.) o lesioni, se lasciano tracce-conseguenze più o meno gravi (artt. 582 e ss c.p.);
Lesioni personali percosse (art.581 c.p.) o lesioni, se lasciano tracce-conseguenze più o meno gravi (artt. 582 e ss c.p.);
Percosse percosse (art.581 c.p.) o lesioni, se lasciano tracce-conseguenze più o meno gravi (artt. 582 e ss c.p.);
Danneggiamento di cosa altrui danni alle cose, danneggiamento (art. 635 c.p.);

Spesso, tuttavia, alla violazione della legge penale segue quella della legge civile nella misura in cui il soggetto che ha subito atti di bullismo subisce un danno ingiusto (danno che può essere compiuto tanto volontariamente quanto in maniera non intenzionale) a sé stesso o alle proprie cose. Pertanto, ai sensi dell’articolo 2043 c.c., il “bullizzato” potrà – a mezzo del proprio legale di fiducia – incardinare (unitamente alla querela che avrà già sporto dinanzi all’autorità giudiziaria) un procedimento per il risarcimento del danno subito innanzi al Tribunale.

Quali sono le tipologie di danno del quale il bullo può essere vittima.

danno morale (patire sofferenze fisiche o morali, turbamento dello stato d’animo della vittima, lacrime, dolori, patemi d’animo);
danno biologico (danno riguardante la salute in sé considerata, è un danno all’integrità fisica e psichica della persona tutelata dalla Costituzione Italiana all’art. 32);
danno esistenziale (danno alla persona, alla sua esistenza, alla qualità della vita, alla vita di relazione, alla riservatezza, alla reputazione, all’immagine, all’autodeterminazione sessuale. La tutela del pieno sviluppo della persona nelle formazioni sociali è riconosciuta dall’art. 2 della Costituzione).

Chi è il bullo e chi è perseguibile.

se il bullo è maggiorenne Ne risponde penalmente e civilmente direttamente il soggetto che ha commesso gli atti di bullismo
se il bullo è minorenne L’art. 2046 c.c. pone una regola fondamentale per i casi di bullismo. Ai sensi dell’articolo 2046 c.c. chiunque è autore di un fatto lesivo risponde esclusivamente nei limiti in cui è in grado di comprendere la portata ed il del significato della propria condotta, purché lo stato di incapacità non derivi da sua colpa.
Pertanto, anche il minore, se ritenuto capace di intendere di volere, è chiamato a rispondere degli atti di bullismo, insieme ai genitori ed alla scuola.

 Ma in che senso e in che modo i genitori, gli insegnanti e la scuola rispondono degli atti di bullismo posti in essere da un minore?

Culpa in educando dei genitori I genitori del minore sono oggettivamente responsabili delle azioni dei figli, a meno che non dimostrino di non aver potuto impedire il fatto (si tratta, pertanto, di una responsabilità personale, anche se oggettiva).

Al caso di specie si applica quindi, l’articolo 2048 del codice civile, primo comma, che recita: “Il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela che abitano con essi.

Culpa in vigilando della scuola (ma anche in educando ed organizzando) Per capire che “colpa” ha la scuola dobbiamo analizzare due articoli: l’articolo 28 della Costituzione unitamente all’articolo 2048 del c.c.

L’ art. 28 della Costituzionale Italiana recita: “I funzionari ed i dipendenti dello Stato e degli Enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili ed amministrative, degli atti compiuti in violazioni di diritti. In tali casi la responsabilità si estende allo Stato ed agli altri enti pubblici.” Dal punto di vista civilistico trova, invece, applicazione quanto previsto all’art. 2048 del codice civile, II comma, il quale stabilisce che “i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza”. Si tratta di una responsabilità aggravata in quanto la presunzione di colpa può essere superata solamente laddove si dimostri di aver adeguatamente vigilato ovvero si dia la prova del caso fortuito

Culpa in organizzando della Scuola La scuola, nel caso di specie, risponderebbe anche per l’eventuale errata organizzazione interna che ha portato ad una scarsa vigilanza sui minori. Difatti, la scuola ha un obbligo di vigilanza. Spetta alla direzione dell’istituto scolastico fare in modo che gli studenti siano adeguatamente seguiti per tutto il tempo in cui si trovano all’interno dell’istituto stesso. L’organizzazione della scuola che non prevenga atti di bullismo può ritenersi anche colpevole di culpa in organizzando.

Pensare ai nostri figli vittime di violenza psicologica o fisica, da genitori, è devastante.

Pensare che un nostro figlio possa essere la causa di un danno psicologico o fisico di un altro è altrettanto devastante.

I nostri figli sono “esseri viventi” a noi estranei e non del tutto controllabili, è vero, ma, spesso, sono l’espressione di ciò che noi siamo: pratichiamo prima di tutto gentilezza, rispetto e amore, a qualcosa serviranno.

Alla prossima, amici!

 

Oriana Santarcangelo
Oriana Santarcangelo

Riflessiva e chiacchierona cerco di approcciarmi alla vita con lo stupore e la gioia di un bambino. Partita da una terra lontana, sono approdata a Milano per gli studi universitari ed è lì che, poi, sono diventata avvocato. Galeotto fu il codice ed è in uno studio legale che ho conosciuto mio marito. Anche lui avvocato del lavoro. Diversamente da quanto si potrebbe credere, due avvocati possono vivere sotto lo stesso tetto in armonia ed è così che abbiamo deciso di crederci e di creare la nostra famiglia. Sono mamma di Carlo, classe 2018, immatricolato a giugno.

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