Avere più spazio a scuola. Che sia la svolta al graduale abbandono della lezione frontale?
Nelle ultime settimane si sono susseguite una quantità di informazioni su come si potrebbe rientrare a scuola a settembre da far venire il mal di testa.

A giorni alterni, un pò in classe un pò sul web, scaglionati per età… di tutto.

Personalmente ho ancora la speranza che ora dell’inizio del nuovo anno scolastico si arrivi a delle soluzioni più attuabili per tutti genitori e soprattutto bambini.

Perché in tutto questo purtroppo i nostri bambini hanno perso cose importanti, cose che ora hanno il diritto di riavere.

Non credo sia corretto che questa pandemia debba avere solo risvolti negativi.

Proprio per questa ragione io e la dott.ssa Armigliato ( psicomotricista) appena abbiamo sentito parlare di divisione delle classi numerose, utilizzo di spazi più ampi come palestre, oratori, spazi all’aperto e così via abbiamo avuto lo stesso pensiero: “e se fosse la volta buona?  se finalmente si abbandonasse un po’ il concetto di lezione frontale? Se si lasciasse sperimentare di più?

Partiamo da un concetto a nostro parere fondamentale.

L’intelligenza è un sistema di operazioni. L’operazione non è altro che azione: un’ azione reale, ma interiorizzata, divenuta responsabile. Poiché il bambino giunga a combinare delle operazioni, si tratti di operazioni numeriche o di operazioni spaziali, è necessario che abbia manipolato, é necessario che abbia agito, sperimentato non solo su disegni ma su materiale reale, su oggetti fisici. (Piaget)

Il bambino impara facendo e quindi il corpo, in tutte le sue espressioni, diventa uno strumento utile per l’apprendimento.

Lezione frontale

La lezione frontale di solito è intesa come la componente fondamentale della didattica tradizionale, in cui l’insegnante è solo di fronte alla classe e la trasmissione del contenuto didattico è tutta affidata alle sue conoscenze e alla sua capacità di farsi comprendere e di suscitare interesse ma, anche alla capacità di ascolto degli studenti.

Apprendimento cooperativo

L’apprendimento cooperativo è una nuova visione pedagogica didattica che utilizza il coinvolgimento emotivo e cognitivo del gruppo come strumento di apprendimento alternativo. a maggiore apertura nei rapporti con gli altri.

La didattica proposta in nuovi spazi, ha la possibilità di coinvolgere maggiormente la globalità del bambino, non rivolgendosi solo agli aspetti cognitivi ma, farsi carico di mettere in gioco anche di quelli emotivi, motori, affettivi,

L’utilizzo del proprio corpo concede allo studente di distaccarsi così dal concetto di semplice contenitore e involucro da riempire ma di diventare un attivo protagonista della costituzione di tutte le conoscenze e gli apprendimenti che si incontreranno.

Sviluppare praticamente, con proposte motorie mirate, concetti come manualità fine, coordinazione dinamica generale, percezione spazio/ tempo… permette al bambino acquisizioni più semplici che derivino dall’agito, dal vissuto.

L’esperienza di percepire il proprio corpo disgiunto dal banco della classe consente al bambino di arricchirsi, favorire la capacità di adattamento per affrontare in modo più sereno le richieste didattiche.

Anche l’utilizzo di materiale differente da quello scolastico ( palline, corde, bastoni, foglie, sassolini…) e la loro manipolazione spontanea, rappresenta sicuramente un valore aggiunto all’apprendimento.

Chiediamo a Michela Armigliato, Psicomotricista, che grazie alla sua attività ha già avuto modo di sperimentare questa metodologia.

Come si approcciano gli alunni al metodo cooperativo e al lavorare in spazi differenti da quelli utilizzati normalmente?

Contesti diversi, siano essi palestre, teatri ed ancor meglio cortili all’aperto, hanno enormi vantaggi sul benessere psicofisico del bambino: aumenta la capacità di concentrazione, promuove l’attività fisica, il movimento, l’esplorazione globale del corpo, l’adattamento delle acquisizioni conquistate in classe.

Ci sono delle materie che si prestano più di altre a questo tipo di insegnamento?

In queste nuove realtà tutte le materie scolastiche possono essere proposte con nuove modalità:

la matematica in palestra….impariamo a riconoscere i numeri, a contare, a fare operazioni. Vi faccio un esempio:

L’insegnante mostra senza parlare un numero scritto su un foglio ai bambini, che devono riconoscerlo e nominarlo; in seguito devono correre a far la spesa (con materiali diversi messi a disposizione precedentemente nella palestra) e riempire il loro cestino con la quantità richiesta.

Evoluzione:

1-    Il numero richiesto viene scomposto ( es. il num 4 deve essere rappresentato con 2 palline e 2 bastoni);

2-    Numeri a due cifre;

3-    Somme e sottrazioni;

4-    Sommare il numero mostrato al contenuto del carrello

5-    Ottenere il numero richiesto, aggiungendo o togliendo oggetti al contenuto del carrello…

Anche per acquisire le conoscenze della lingua italiana è utile.

Imparo le vocali
Dopo aver scritto su un foglio le vocali i bambini proveranno a riprodurre con il proprio corpo le lettere richieste dall’insegnante.
Evoluzione:

  • Vengono inserite anche le consonanti
  • Si formano delle parole, frasi…
  • Gioco “indovino la lettera”: tutti i bambini sono in cerchio escluso uno in mezzo che deve
    riprodurre con le dita, poi con le braccia, poi solo con le gambe la lettera richiesta
    dall’insegnante. Gli altri bambini devono indovinare di quale lettera si tratta
  • Si chiede ai bambini di provare a descrivere la posizione assunta durante la presentazione
    della lettera. 

Ci auguriamo dunque che vengano messe in campo tutte le carte possibili per sfruttare al meglio la nuova situazione. Sono certa che idee innovative ce ne siano e che ora sia il momento di sfruttarle tutte per iniziare un miglioramento è una svolta necessaria.

Voi cosa ne pensate?

Annalisa Battaini
Annalisa Battaini

Mi chiamo Annalisa Battaini, sono un insegnante di fitness. viaggiatrice per passione, mamma per amore. Vivo al motto di: “mangia, nuota, ama”! Mi piace muovermi ma, alla fine torno sempre a Varese.

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