Perche ho compiuto 40 anni. Perche le voglio bene. Perché sono felice

Cara mamma, non ti fa strano tornare alla normalità dopo questi mesi di forzato lockdown? Qualche settimana fa ha riaperto il mercato dei contadini sotto casa mia, io ci sono andata e mi è venuto da piangere. Eppure io in questo isolamento ci sono stata bene.

Ho compiuto 40 anni da qualche settimana. Per festeggiare, Edo mi ha fatto arrivare a casa il mio primo cappuccino dopo mesi. E’ stato il più bel compleanno di sempre. Senza fronzoli, come me. Ho tolto tutto il superfluo, ho tenuto solo gli affetti più importanti. E’ stato quasi un sollievo non dover decidere se fare una grande festa o partire per un viaggio a 4, il nostro primo, da quando c’è Marti. Mi sarebbe piaciuto andare in Grecia, al matrimonio della nostra amica Kyriachi. Rinviato anche quello causa Covid.

Mi sento una persona fortunata – ci tengo a scriverlo prima che le cose cambino. Ho sempre ottenuto tutto quello che volevo, forse sarebbe valsa la pena porsi traguardi più ambiziosi. Ho perso molto a causa della mia pigrizia. Ecco il mio grande difetto.

Non devo raccontarti nulla della mia storia, la sai giù tutta intera. Però da quando ci sono i bambini guardarmi dal di fuori fa uno strano effetto. Pensare di aver generato due creature, vederle crescere secondo i miei principi, sapere che ci sarà sempre un pezzetto di me nel mondo. In questi anni sono cresciuta io con loro. Un figlio tira fuori la parte migliore che c’è in noi. Dai figli non si scappa. Non si può essere ciò che non si è.

Non ero sicura di volere dei figli. Ci ho messo un sacco di tempo e molta sofferenza per accettarmi come madre, per riconoscermi tale. Ma io sono una che guarda in faccia i propri demoni e li affronta. Mi sono persa, mi sono cercata, mi sono ritrovata. Tutto da sola, come nella mia natura. Perché sono fragile e forte, e tu questo lo sai.

Adesso a volte ho persino malinconia dei primi, difficilissimi giorni con Greg. Ho malinconia dei nostri spazi, di un tempo solo nostro che ora devo dividere a metà. Chissà se è abbastanza per Marti, che è piccolo e ha un bisogno insaziabile di me, e per Greg, che era abituato ad avermi tutta per se, sempre presente, sempre disponibile.

C’è stato un momento –  Greg avrà avuto più o meno 1 anno –  in cui mi sono sentita invincibile. Avevo superato tutte le mie paure, le mie incongruenze, mi ero finalmente accettata. Sono ancora una brava mamma? Da quando è nato Marti, ogni tanto con Greg mi sento in colpa: per il tempo che gli sto rubando, per la pazienza che ho perso, per avere alzato con lui l’asticella delle mie aspettative.

Ripenso spesso al giorno in cui sono nati, vorrei riviverlo all’infinito. Greg sembrava un topino, Marti un piccolo marziano. Dicevo che l’avrei chiamato Anco Marzio e forse avrei fatto bene! E’ stato tutto troppo veloce. Nonostante il dolore – per scelta non ho voluto l’epidurale – sono i più bei giorni della mia vita. Il parto è un’emozione fortissima che sono contenta di aver provato. Il dolore che nessuno oggi vuol più provare ne è parte intrinseca. Io che non amo le scorciatoie, invece si. La luce è più intensa dopo aver camminato al buio.

Quella degli anni prima dei bambini è ormai una dolce nostalgia. Ho vissuto momenti bellissimi, spensierati, con lo spritz in mano e i capelli al vento. Qualche rimpianto ce l’ho – avessi avuto più determinazione e coraggio forse ora siederei in cima ai miei talenti – ma ringrazio anche le mie scelte sbagliate e le persone che mi hanno delusa e fatta soffrire, per avermi portata dove sono ora, fra le braccia dell’uomo che ho sposato e che mi ha riportata a casa. Gli ultimi 10 anni li ho passati con lui. Insieme abbiamo costruito tutto quello che ho. Insieme siamo cresciuti, siamo cambiati, siamo diventati una famiglia. E’ successo tutto con grande facilità. Perché lui è la mia persona, la mia metà perfetta. Perché lui è come te, mamma. Con lui io faccio pace con la mia natura buia, con tutto quello che mi è mancato, con ciò che devo ancora risolvere.

Chissà, forse questa pandemia ci ha resi più lucidi, più focalizzati su quello che abbiamo, su ciò che conta davvero. E sai una cosa? Io di queste mie poche cose, di queste mie piccole certezze, sono felice. Si, mamma, io sono felice. Anche di tutto quello che ancora non ho e proverò a guadagnarmi. E per ora quello che voglio è che le cose restino così il più a lungo possibile.

Elena Asteggiano
Elena Asteggiano

Sono nata e cresciuta a Bra, ridente cittadina fra le colline piemontesi, nota per lo Slow Food e qualche prelibatezza locale. A 19 anni ho salutato famiglia e amici per andare a studiare pubbliche relazioni a Milano, dove a parte alcune altre parentesi fruttuose, sono rimasta per 12 anni. Poi sono tornata…perché al cuore non si comanda, e da allora seguo con dedizione l’attività di famiglia, ritagliandomi, quando posso, qualche piccola collaborazione ufficio stampa e pr da freelance. Le mie grandi passioni sono cavalli e barche a vela, che per me vogliono dire relax e libertà, anche se sono e rimango una ballerina, perché la danza e il palcoscenico, che insegnano sacrificio, dedizione e passione, rimangono dentro, a qualunque danzatore, per sempre. Sono moglie e mamma felice di due bambini piccoli. Da quando ci sono loro i miei post sono infarciti della loro presenza. La vita si è fatta più complicata ma è anche più piena, e io mi sento una privilegiata e una persona molto fortunata.

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