Le luci che iniziano a spegnersi e il freddo pungente di gennaio che graffia sulle mani e sul viso ci “avvisano” che il Natale e le feste sono finite.

E come ogni anno, finiti i dolcetti, i regali, le luci, gli abbracci in abbondanza ad ogni angolo delle strade alcuni, i più, riprendono a pieno ritmo la propria routine altri dovranno prendere decisioni per come “costruirne” di nuove oppure per come “adattare” la propria a nuovi percorsi, a nuove esigenze.

E così, proprio per queste ragioni sono stata contattata, durante le feste, da una nostra “collega mamma” che al rientro al lavoro post Epifania avrebbe dovuto capire come gestire e adattare la sua nuova routine di mamma lavoratrice al rientro dal congedo obbligatorio di maternità.

La “collega mamma”, come molte tra noi “fuori sede”, non ha aiuti di parenti (che siano benedetti i nonni e beati i genitori che hanno la fortuna di averli vicini!) e per contenere i costi, dovendo già pagare la retta del nido, vorrebbe usufruire del periodo di congedo parentale.

La domanda E fin qui, tutto “liscio”, mi chiede però quanto tempo prima deve essere formalizzata la richiesta al datore di lavoro per poter usufruire del periodo di congedo parentale prima di assentarsi dal lavoro.

La risposta Come spesso mi avete sentito dire: “prima di tutto bisogna capire cosa disciplina il CCNL di categoria”.

Ebbene sì, in molti casi, il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro che si applica a quella o a quell’altra categoria è tipo una sorta di “Bibbia” per il lavoratore.

In questo caso si tratta del CCNL Industria Tessile.

Tuttavia, prima di “scendere” nel dettaglio di ciò che è previsto dal CCNL, bisogna partire dal dettato normativo.

La disciplina di legge da cui partire è il d.lgs. 26 marzo 2001 n. 151 nel testo vigente dopo le modifiche stabilite dal d.lgs.15 giugno 2015 n. 80.

L’art. 32 del citato decreto regolamenta il “congedo parentale”; più in dettaglio, il comma III di tale articolo disciplina il termine di preavviso che il lavoratore è tenuto a osservare all’atto della richiesta al suo datore di lavoro.

La norma di legge stabilisce come termine minimo quello di 5 giorni (un termine inferiore vale in caso di congedo goduto su base oraria) ma fa salve le regolamentazioni fissate dai CCNL.
Ecco, quindi, che ritorna il nostro “caro” CCNL.

Per il CCNL Industria Tessile la lavoratrice/il lavoratore deve presentare la domanda per richiedere il periodo di congedo parentale entro 15 giorni dall’inizio della fruizione del periodo stesso.

Di conseguenza, se il CCNL applicato al rapporto individua un termine più ampio (come nel caso di specie, quello di 15 gg.) sarà tale termine a dovere essere osservato e non quello di 5 giorni.

Conclusioni come abbiamo avuto modo di analizzare, di frequente la normativa “lascia spazio decisionale” al CCNL ed è proprio per questo motivo che non tutti i casi – seppur aventi il medesimo oggetto – siano simili e, quindi, per questa ragione, anche le risposte saranno diverse.

Per la “mamma collega” di oggi il termine da dover rispettare è pari a 15 giorni, e il vostro?

Alla prossima!

Oriana Santarcangelo
Oriana Santarcangelo

Riflessiva e chiacchierona cerco di approcciarmi alla vita con lo stupore e la gioia di un bambino. Partita da una terra lontana, sono approdata a Milano per gli studi universitari ed è lì che, poi, sono diventata avvocato. Galeotto fu il codice ed è in uno studio legale che ho conosciuto mio marito. Anche lui avvocato del lavoro. Diversamente da quanto si potrebbe credere, due avvocati possono vivere sotto lo stesso tetto in armonia ed è così che abbiamo deciso di crederci e di creare la nostra famiglia. Sono mamma di Carlo, classe 2018, immatricolato a giugno.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Geek Mum Magazine è un progetto nato da Francesca Bello. Oggi la redazione conta 9 editor, mamme e alcune di loro freelancer.