Oggi, se si fa una rapida carrellata in tv tra i vari notiziari o se si scorrono le notizie su quotidiani on line tra le notizie principali, in cima alla lista degli accadimenti giornalieri, non potete non trovarne una che parli di violenza. Violenza a tutto tondo: violenza contro le donne, violenza contro i bambini, violenza contro una determinata razza, violenza contro persone con una determinata sessualità, violenza contro una determinata categoria professionale, violenza contro gli animali e così via.

Oggi il mondo sembra un concentrato di violenza e sembra che l’uomo riesca ad esprimere sé stesso solo attraverso la violenza. Oggi sembra che tutto ciò che muove l’uomo sia la violenza e sembra, anche, che la violenza venga scaraventata fuori con una facilità, una gratuità, una irrazionalità e un furore inaudito.

Spesso mi faccio la fatidica domanda e mi chiedo “cosa sia cambiato”, voi mi risponderete che trentun’anni sono pochi per poter tracciare una linea evolutiva immaginaria tale da trovare una risposta al mio quesito. Eppure che qualche cosa sia cambiata nella mentalità e nei comportamenti delle persone penso sia chiaro a tutti.

Qualche tempo fa vi avevo parlato di una iniziativa alla quale avevo avuto l’immenso piacere di partecipare che aveva come tema principale la violenza (se vuoi saperne di più e non l’hai ancora letto, ti lascio qui il link del post del 24 maggio!). In quella occasione avevamo sviscerato le varie sfaccettature della violenza e l’approccio delle leggi al tema, nel tempo.

Oggi si aggiunge un importante tassello a quell’excursus storico che abbiamo fatto: vi avevo accennato che c’era un disegno di legge in corso di approvazione in parlamento (allora era stato approvato solo dalla Camera) ma, oggi, possiamo dire che anche il Senato ha approvato la proposta di legge, che, quest’ultima è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale e che, quindi, la legge n. 69 del 2019 entrerà ufficialmente in vigore nel nostro ordinamento dal prossimo 9 agosto. La Legge, proposta dai ministri Giulia Bongiorno e Alfonso Bonafede, rispettivamente ministri della Pubblica Amministrazione e della Giustizia, porta con sé svariate novità che vanno a modificare tanto il diritto sostanziale (e quindi il codice penale, introducendo nuove fattispecie di reati) quanto il diritto processuale (e quindi il codice di procedura penale) e prende il nome di ‘Codice Rosso’ – creando un’associazione mentale con il codice rosso che viene dato in pronto soccorso per i casi più gravi – proprio a voler sottolineare l’urgenza con cui devono essere trattate le tematiche di cui si occupa.

Vediamo come e quando “scatta” questo codice rosso.

Come dicevamo, le novità sono riguardati:

  1. l’introduzione di nuove fattispecie di reato:
  2. le modifiche procedurali per alcuni reati;
  3. l’inasprimento delle sanzioni per determinati reati già esistenti;
  4. Partiamo dalla prima novità e capiamo quali sono i nuovi reati introdotti nel nostro codice penale:
Nuove fattispecie di reato
Revenge porn Come vi avevo anticipato nel precedente post del 24 maggio, questo reato consiste nella diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate.

La Sanzione:

·       reclusione da uno a sei anni e

·       multa da 5mila a 15mila euro:

il reato in questione viene commesso anche da chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video, partecipa alla diffusione delle stesse per provocare un danno ai soggetti ivi rappresentati.

Aggravanti:

·       se i fatti sono commessi da un soggetto che è o era legato alla persona offesa da una relazione affettiva (appunto, anche cessata);

·       se i fatti sono commessi mediante l’utilizzo di strumenti informatici.

Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso Tale delitto è stato introdotto per cercare di frenare il sempre più incalzate fenomeno dell’utilizzo di sostanze chimiche per sfigurare o comunque danneggiare altri soggetti.

La Sanzione:

·       reclusione da otto a 14 anni;

·       ergastolo nel caso in cui, per effetto del delitto in questione, si provoca la morte della vittima.

Costrizione o induzione al matrimonio Tale reato punisce chi ha costretto qualcuno a sposarsi usando la violenza, le minacce, un precetto religioso o approfittando di un’inferiorità psico-fisica.

La Sanzione:

·       con la reclusione da uno a cinque anni.

Aggravanti:

·       la fattispecie è aggravata quando il reato è commesso a danno di minori;

·       si procede anche quando il fatto è commesso all’estero da o in danno di un cittadino italiano o di uno straniero residente in Italia.

Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa In difesa dei soggetti che hanno subito violenza, è stata introdotta questa nuova fattispecie di reato.

La Sanzione:

·       detenzione da sei mesi a tre anni.

 

  1. Veniamo ora alle modifiche apportate al codice di procedura penale e cerchiamo di capire, in breve, cosa cambia e cosa viene introdotto di nuovo a livello “pratico” una volta che il reato è stato commesso e la persona è stata offesa. Partiamo dal presupposto che l’intento della legge è quello di velocizzare il più possibile tutta la fase “post denuncia” da parte della vittima quindi il primo dictat della legge è che tutti gli atti d’indagine delegati dal pubblico ministero alla polizia giudiziaria debbano avvenire senza ritardo.
Modifiche procedurali
La polizia giudiziaria                                      ► Una volta che la persona offesa ha effettuato a denuncia alle autorità competenti, e quindi una volta che la polizia giudiziaria avrà acquisito la notizia di reato, quest’ultima deve riferire la immediatamente la denuncia al pubblico ministero, anche in forma orale;
Il pubblico ministero                                        ► Venuto a conoscenza della notizia di reato, entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, deve assumere informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato. [1]

 

  1. Ultimo aspetto, ma non per importanza, è quello riguardante le modifiche che sono state apportate ai reati già esistenti, dei quali sono state inasprite le pene:
Inasprimento delle sanzioni
maltrattamenti contro familiari e conviventi La legge 69 del 2019 inasprisce la sanzione prevista per questa fattispecie di reato:

·       prima: da un intervallo compreso tra un minimo di due e un massimo di sei anni

·       oggi: da un minimo di tre e un massimo di sette anni.

lo stalking La legge 69 del 2019 inasprisce la sanzione prevista per questa fattispecie di reato:

·       prima: da un minimo di sei mesi e un massimo di cinque anni;

·       oggi: da un minimo di un anno a un massimo di sei anni e sei mesi.

la violenza sessuale La legge 69 del 2019 inasprisce la sanzione prevista per questa fattispecie di reato:

·       prima: da un minimo di cinque e il massimo di dieci anni;

·       oggi: da un minimo di sei a un massimo di12 anni.

la violenza sessuale di gruppo La legge 69 del 2019 inasprisce la sanzione prevista per questa fattispecie di reato:

·       prima: da un minimo di sei e il massimo di 12 anni;

·       oggi: da un minimo di otto a un massimo di 14 anni.

aggravanti
violenza sessuale La legge 69 del 2019 estende il termine concesso alla persona offesa per sporgere querela:

·       prima: la vittima doveva denunciare la violenza subita entro 6 mesi dall’accadimento dei fatti, pena la prescrizione del reato;

·       oggi: la vittima ha di tempo fino a 12 mesi per sporgere denuncia prima che il reato vada in prescrizione.

violenza sessuale La legge 69 del 2019 inasprisce le aggravanti per l’ipotesi ove la violenza sessuale sia commessa in danno di minore di età.
atti sessuali con minorenne La legge 69 del 2019 inasprisce la pena già prevista per questa fattispecie di reato la quale viene aumentata fino a un terzo quando gli atti sono posti in essere con individui minori di 14 anni, in cambio di denaro o di qualsiasi altra utilità, pure solo promessa.
omicidio La legge 69 del 2019 introduce una ulteriore novità e prevede quale nuova circostanza aggravante il caso in cui l’omicidio venga posto in essere in ragione di relazioni personali.

[1] Il termine di tre giorni può essere prorogato solamente qualora esistano imprescindibili esigenze di (a) tutela di minori o (b) della riservatezza delle indagini o ancora (c) nell’interesse della persona offesa;

Le novità introdotte non sono poche, tuttavia non mancano le opinioni discordanti e che contestano la reale applicabilità della legge.

Quel che resta è che per un tema così importante una riforma era d’obbligo e lo era da tempo. Dal 9 agosto si avrà qualche strumento in più ma si avrà anche l’obbligo di capire quanto le modifiche apportate possano essere, nei fatti, una miglioria. Il tema della violenza e i suoi danni devastanti sono troppo importanti per considerare qualunque legge un “punto d’arrivo” e per permettere al legislatore di non interrogarsi per poter cercare sempre nuovi strumenti a tutela delle vittime.

Alla prossima, amiche!

 

Oriana Santarcangelo
Oriana Santarcangelo

Riflessiva e chiacchierona cerco di approcciarmi alla vita con lo stupore e la gioia di un bambino. Partita da una terra lontana, sono approdata a Milano per gli studi universitari ed è lì che, poi, sono diventata avvocato. Galeotto fu il codice ed è in uno studio legale che ho conosciuto mio marito. Anche lui avvocato del lavoro. Diversamente da quanto si potrebbe credere, due avvocati possono vivere sotto lo stesso tetto in armonia ed è così che abbiamo deciso di crederci e di creare la nostra famiglia. Sono mamma di Carlo, classe 2018, immatricolato a giugno.

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