È da quando sono diventata mamma che amo profondamente il tempo lungo delle vacanze estive.

Non che non mi piaccia la frenesia delle giornate normali, anzi. Ma adoro anche il fatto che il tempo delle vacanze si possa riempire di noia, di pisolini, di giochi, pic nic, merende e di scoperte. L’estate è il tempo in cui si scoprono cose nuove e per noi è anche il tempo in cui si leggono libri. Ogni estate ha i suoi. Io e il papà leggiamo in spiaggia, rubandoci l’un l’altro le scoperte che facciamo. Con i bimbi invece la cosa si fa più seria, sera dopo sera, come si faceva nelle lunghe notti estive quando il focolare e le parole servivano da ninne nanne.

Dunque è per questo che la sera d’estate da noi si leggono libri. E ancora per un po’, per loro li possiamo scegliere noi grandi, come i regali di Natale, perché sono come un dono che noi abbiamo ricevuto e possiamo restituire.

I miei bambini hanno dieci, otto, cinque e quasi due anni; ma la sera la mamma legge per tutti una cosa, perché altrimenti litighiamo”. 

Io alterno la lettura di classici e di altri generi, sempre accompagnata dal desiderio di regalare a loro gli stessi amati incontri che ho fatto io e che hanno lasciato in me una traccia. Sono convinta che la lettura di alcuni libri possa creare nei nostri figli un cestino di valori e un bagaglio adatto ad abituarli alla bellezza. In gergo tecnico si dice paradigmi di bellezza, modelli, ideali. Cioè cose adatte ad abitare la loro anima.

Insieme alle ragazze di Geek Mum abbiamo pensato di condividere con voi alcuni letture. Perché questo luogo sia come il  tavolino di un caffè, dove si chiacchiera un pò di tutto, ed anche di come far diventare grandi i nostri figli, di come far assaporare loro le cose belle, che noi amiamo.

Il primo libro con cui iniziare questa avventura estiva è davvero un grande classico: Le avventure di Pinocchio”, di Carlo Collodi. Devo ammettere che tra noi non è stato amore a prima vista. Mi sembrava un libro asciutto, da maschi.

Per fortuna però ho dovuto studiarlo, conoscerlo. Per fortuna, perché altrimenti mi sarei persa una grande occasione. Nacque come feuilleton, cioè come libro a episodi. Dunque perfetto per la lettura serale, ogni avventura un giorno, una avventura ogni sera.

Pinocchio è un monello incredibile, il classico che una ne fa e cento ne pensa. Però vuole bene al suo papà, nel senso più bello che c’è, perché sa che per diventare grande ha bisogno di lui. Dunque le sue avventure, cariche di ribellioni e monellerie, sono in realtà il racconto di un rapporto padre figlio bellissimo, fatto di cadute e ripartenze, di separazioni e ritrovamenti. In un legame che nel profondo non si interrompe mai.

Pinocchio  è la dimostrazione che per diventare un bambino vero non bisogna essere bravi, ma è solo necessario essere amati e lasciarsi amare.

Molte figure particolarmente significative accompagnano il suo rocambolesco diventar grande: il Grillo Parlante, in apparenza saccente e fastidioso, ma anche simbolo del senso del bene e del male che ognuno di noi ha in dote nel cuore; Mangiafuoco ovvero il potere che seduce e rende schiavi, il Gatto e la Volpe, i falsi amici, che conducono a perdersi con le lusinghe e le bugie. Lucignolo, vera figura del male.

E poi lei, la bellissima Fata Turchina. Non è un caso che sia bellissima. Perché la bellezza è sempre la strada migliore per scoprire e conoscere il bene. Lei è la madre, che aiuta Pinocchio a ripartire, dopo aver sbagliato. Cura e nutre il burattino, tutte le volte in cui lui pensa di aver toccato il fondo.

E quando lei muore, Pinocchio piange sulla sua lapide grossi goccioloni di lacrime e grida: “Rivivisci!!!!” E in questa sua espressione sgrammaticata si coglie tutto lo struggente bisogno che lui ha di non restar solo, senza di lei.

Infine, l’intuizione più originale di tutto il libro: Pinocchio è creato da Mastro Geppetto, ma il burattinaio lo modella da un ciocco di ciliegio. Mastro Ciliegia ne avrebbe fatto la gamba di un tavolo. Invece Geppetto, che è padre, scommette tutto su quel pezzo di legno, che diverrà infine un bambino vero.

Come vorremmo fare noi, con i nostri figli. Per apprezzare Pinocchio ho letto “Contro Maestro Ciliegia”, di Giacomo Biffi.

Consiglio anche la visione del film “Pinocchio”  di Roberto Benigni. È fedele al libro, delicato e  fiabesco, impeccabile e istrionico. Con una colonna sonora, di Danilo Piovani, meravigliosamente struggente.

P.s: se vi piace Pinocchio perchè non portare i vostri bambini in Toscana al Parco di Pinocchio a Collodi appunto!

 

 

Manuela Giuby
Manuela Giuby

Vengo da dove si giocava nei prati, e da dove crescevano i mughetti, bianchi, timidi e sognanti. Poi ho incontrato Lei: la città. La laboriosa, generosa, eclettica Milano. Ho studiato lettere e divorato la letteratura, ho indossato un naso da clown e ho sognato con il teatro, ho scoperto di avere un’anima caleidoscopica e vivace. Milano l’ho portata con me e sono tornata a vivere in un mondo piccolo, per amore! Per seguire un travolgente amore! Oggi insegno, cucino gluteenfree, amo pazzescamente la moda, la letteratura e la mia rumorosa famiglia. Ho quattro figli stupendi, tutti con gli occhi belli del loro meraviglioso papà. Manuela detta Giuby

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