“La società della performance.” Come uscire dalla caverna

11 Marzo 2019Frenci Bello

In questi giorni ho letto un libro davvero interessante e di cui vorrei parlarvi. Si chiama “La società della performance.” Come uscire dalla caverna di Maura Gancitano e Andrea Colamedici. Gli autori di questo libro hanno la capacità di immergere il lettore in un viaggio fatto di storia, musica, filosofia, psicologia ed esempi di attualità.

Leggendo queste pagine è davvero disarmante pensare quanto tutt’oggi siamo imprigionati nelle performance. Se non sei online e non condividi ogni aspetto della tua esistenza – anche il più insignificante – non esisti.

Quella in cui viviamo è una società in cui ciascuno è costretto ad avere un’immagine pubblica, spesso non così autentica. Basta poco per distruggerti o darti il successo: è sufficiente una sola performance.

La società della performance

Per questo motivo “soffriamo” di FOMO, Fear of Missing Out, cioè la paura di essere tagliati fuori, di perdersi qualcosa di importante, di essere esclusi.

L’ansia “sociale”, uno stato di apprensione che nei casi peggiori porta alla dipendenza da social network, ma che ha forme più lievi che sono legate alla sensazione di dover raggiungere qualcosa che spesso non si riesce neppure a identificare.

Produrre contenuti ogni giorno, fare di tutto per non sparire, investire sulla visibilità. Essere sempre in corsa, non farsi dimenticare.

Come è scritto nelle pagine del libro “siamo saturi di attenzioni, di apprezzamenti, di LIKE“, viviamo nella nostra caverna, lo smartphone, sempre a portata di mano. Quanto siamo costretti a fingere per piacere agli altri?

In pratica viviamo la stessa vita di Lacie Pound, la protagonista dell’episodio Nosedive di Black Mirror.

A pensarci bene la prima volta che si guarda questo episodio la reazione sia “no dai assurdo!” eppure a pensarci bene è la realtà e le dinamiche che seppur ingrandite, stiamo già vivendo nella vita di tutti i giorni, costringendoci – come scritto nel libro – a osservarne dipendente e contraddizioni.

Inoltre, come sostengono gli autori del libro, non siamo neanche più liberi di poter fallire. Siamo (online) costantemente etichettati, giudicati, criticati.

La nuova società è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, totalmente insoddisfatta.

Si cerca una liturgia nei giochi di ruolo, nelle chat di Facebook, in Pokemon Go, tra le Instagram Stories.

Vi invito caldamente a leggere questo libro, se lavorate nel mondo digital o semplicemente avete dei profili social su Instagram o Facebook.

Alla fine delle pagine si arriva anche alla soluzione, e quindi ad uscire da questa caverna “digitale”.

E per finire uno spunto di riflessione:

Quanto siamo costretti a fingere per piacere agli altri?

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