Presto o tardi arriva il momento in cui la mamma deve tornare a lavorare, che sia a tempo pieno o part time, poco importa. Non potrà più dedicare tutto il suo tempo al piccolo di casa.

Sappiamo tutte che non è facile il distacco. Spesso è più complicato per noi mamme che per i nostri bambini. Siamo noi a doverci mettere in tasca la malinconia per incoraggiare la loro autonomia.
Cresciuto, svezzato, e in molti casi vicino a spegnere la prima candelina sulla torta, nostro figlio comincia a giocare, magari a muoversi a gattoni, felice e curioso. Pronto per mettere il musino fuori dal nido.

E per noi arriva il tempo della prima grande scelta.

A chi affidarlo per le ore in cui non potremo essere in casa? Ai nonni, alla baby sitter o inserirlo all’asilo nido?

Tutto dipende molto dalle abitudini della famiglia, dal gioco di squadra tra mamma e papà, dalla presenza o meno di fratelli maggiori, dalle risorse economiche, dalla disponibilità dei nonni e tanti altri fattori.
Teniamo anche presente che con i bimbi piccoli si naviga a vista, che la soluzione perfetta non esiste, che quello che va bene oggi potrebbe non funzionare più domani, che arriveranno inevitabilmente i malanni da asilo.
Meglio attrezzarsi, valutare bene i pro e i contro di ogni organizzazione e magari adottare una strategia mista.

  • I nonni.

Il tempo che i nostri figli passano con i nostri genitori è magico e prezioso. Inutile negarlo. Quelle ore fatte di amore assoluto e totale, di coccole speciali, costruirà i loro ricordi per la vita. Chi può contare sull’aiuto di una nonna o di un nonno, anche nella gestione della quotidianità, è certamente molto fortunato. Ci sono nonni che vanno a prendere i nipoti a scuola ogni giorno, sotto la pioggia o con il sole, che li portano al parco, li accompagnano dal pediatra, sfrecciano in macchina per la città per essere con loro alle attività pomeridiane, e magari fanno anche trovare la cena pronta in frigorifero per i bambini e i loro genitori. Ci sono nonni bravissimi a giocare, a intrattenere, a leggere le favole, a tirare calci al pallone, ad addormentare i più piccoli. E’ bene che ognuno faccia quello in cui riesce meglio, in cui si trova più a suo agio con i nipoti. Non dimentichiamoci che, se tutto va bene, non abbiamo solo a che fare con i nostri genitori ma anche con i nostri suoceri. Un bel mix di famiglia insomma. Un equilibrio da tenere in piedi.

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 Se possibile, poi, ricordiamoci anche che i nonni hanno il sacrosanto diritto ad un pò di riposo, a schiacciare un pisolino il pomeriggio, a guardare un film in beata solitudine, ad andare a vedere una mostra, a frequentare gli amici.
Se ci sono le condizioni si può allora pensare ad una soluzione mista, ad una combinazione che preveda anche qualche aiuto ai nonni, una baby sitter di supporto, qualche pomeriggio a giocare da un compagno di classe o qualche ora in più da passare all’asilo per fare attività.

  • La baby sitter.

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 La ricerca della tata. Croce e delizia di tutte le mamme. Dimentichiamoci Mary Poppins, ma anche Mrs. Doubtfire e la mitica Nana di Peter Pan. Oggi trovare la persona giusta che possa occuparsi dei nostri bambini non è sempre facile. Ma nemmeno impossibile. Esistono agenzie, anche online, che si occupano di selezionare le persone che possono più o meno avere le caratteristiche che richiediamo.
Via libera poi al passaparola con le amiche, con le mamme del parco, con i genitori che partecipano alla chat di classe, con le mamme dei compagni di calcio e chi più ne ha più ne metta. Prima o poi quella giusta arriva. Un po’ come il principe azzurro. E allora tocca a noi mamme fare qualche passo indietro, insegnare le abitudini della famiglia, imparare a delegare, non essere mai gelose e avere sempre ben in mente che quello che noi vogliamo è che i nostri bimbi siano sereni, in sicurezza e a loro agio anche quando noi non ci possiamo essere.

  • Asilo nido.

E’ forse la scelta più personale e delicata di tutte. E’ il primo volo fuori dal nido. “Si ammalerà?”si chiedono le mamme alla prima esperienza. E’ bene mettere in conto, per non avere sorprese, qualche raffreddore o qualche tosse in più. Ma è bene anche non sottovalutare quanto sarà importante e bello per il nostro piccolo passare qualche ora con i suoi coetanei, quanta crescita ci sarà, quante conquiste, quante scoperte.

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Una volta che abbiamo deciso di inserire il nostro bambino con l’anno educativo che verrà cominciamo a vedere le strutture e a valutare i pro e i contro. Innanzitutto bisogna decidere se vogliamo rivolgerci ad una struttura privata o ad una comunale.
Se scegliamo un asilo nido comunale vale la pena partecipare agli open days, le giornate in cui la scuola è aperta ai genitori che possono visitarla e incontrare le educatrici, prendere i primi contatti e fare tutte le domande che vogliono.

A Milano sono finiti da poco gli open days degli asili nidi comunali e delle scuole d’infanzia.

Dal 4 al 28 febbraio sono aperte le iscrizioni online per i Nidi, le Sezioni Primavera e le Scuole dell’Infanzia comunali, comunali in appalto e privati accreditati.

Tutte le informazioni si possono trovare al link
Non dimentichiamoci poi che esiste la possibilità di usufruire delle agevolazioni fiscali. A questo proposito ho pensato di chiedere il parere dell’esperto, la nostra Mamma da Legale.

“Oriana, ci racconti che cos’è il bonus asilo nido 2019?”

“Ciao Lucia, ciao mamme! Il Bonus asilo nido è un contributo economico che l’INPS, previa accettazione della domanda presentata dal genitore, eroga alle famiglie con figli che frequentano l’asilo nido pubblico o privato. Tale contributo viene erogato con l’idea di sostenere le famiglie che a) devono pagare la retta scolastica degli asili al fine di garantire la frequenza di asili nido (pubblici e privati) e/o b) di fornire forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche. Pertanto la domanda per ottenere il bonus asilo nido potrà essere effettuata anche da quei soggetti, genitori di bambini che hanno, sfortunatamente, patologie che non gli consentirebbero di frequentare posti affollati – e con alto rischio di contrarre malattie – (come ad esempio nel caso di bambini con problemi respiratori).

Informazione molto importante (e positiva) per i genitori che faranno la domanda nel 2019 è che la somma del bonus è stata aumentata di 500 euro rispetto all’anno precedente, per un totale di euro 1500 all’anno.  

“Quali sono i requisiti per richiederlo? Quali sono le modalità di pagamento?”

Il bonus asilo nido può essere chiesto da qualunque soggetto genitore di un bambino entro i tre anni di età senza limiti di reddito.

La domanda potrà essere presentata da:

  • Cittadini italiani;
  • Cittadini UE;
  • Cittadini con permesso di soggiorno UE per soggiorno di lungo periodo;
  • Cittadini con status di rifugiato politico o protezione sussidiaria;
  • Cittadini con carte di soggiorno permanente per i famigliari non aventi la cittadinanza UE;
  • Cittadini con carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’UE.

Inoltre occorre considerare l’esistenza di altri fondamentali requisiti che prevedono che:

  • il bonus asilo nido venga corrisposto allo stesso genitore che concretamente effettuerà il pagamento della retta scolastica;
  • nel caso in cui il bonus asilo nido venga erogato come forma di assistenza domiciliare, è richiesta la coabitazione tra figlio e genitore e la dimora abituale nello stesso comune;
  • in caso di adozione o affidamento preadottivo si tiene conto della data più favorevole tra il provvedimento di adozione e la data di entrata in famiglia del minore adottato/affidato.

N.b.: Tutti i requisiti sopra elencati dovranno essere in possesso del genitore al momento della presentazione della domanda!

Il bonus asilo nido viene erogato con cadenza mensile, parametrando l’importo massimo di 1.500 euro su 11 mensilità, per un importo massimo di 136,37 euro al mese.

In aggiunta a quanto detto però va considerato che il contributo mensile erogato dall’INSP non può eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta.

“Quali sono i termini per presentare la domanda e dove e in modo va presentata?”

La domanda potrà essere presentata attraverso una delle seguenti modalità:

  • on line direttamente dal genitore (nel caso in cui il genitore disponga di del codice pin fornito dall’INPS oppure del codice SPID);
  • con l’ausilio del Patronato/CAF o di altri intermediari;
  • telefonando direttamente al numero verde INPS (803.164 da telefono fisso; 06.164164 da cellulare).

Per quanto riguarda le modalità di pagamento del bonus, l’INPS provvederà alla corresponsione del bonus nelle modalità di pagamento indicate dal richiedente nella domanda – il genitore potrà scegliere tra: bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con iban -.

Nel caso in cui si sia scelto l’accredito su un conto con iban, il genitore dovrà allegare alla domanda il modello SR163 (da compilare e da far timbrare alla banca ove si ha il conto corrente sul quale si vuole ricevere il bonus), a meno che tale modello non sia stato già presentato all’INPS in occasione di altre domande.

Si consideri che l’INPS ha previsto un tetto massimo di spesa stanziato per il pagamento del bonus asilo nido. Difatti, il bonus può essere erogato alle famiglie entro un certo limite di spesa che per il 2019 è di 300 milioni di euro. Il pagamento verrà effettuato secondo l’ordine di presentazione della domanda online.

Nel caso in cui, a seguito del numero delle domande presentate venga raggiunto il limite di spesa, l’INPS non prenderà in considerazione ulteriori domande.

“Quando si perde il diritto a ricevere l’importo mensile del bonus asilo nido?”

Il genitore perderà il diritto di ricevere il bonus asilo nido nei seguenti casi:

  • perdita della cittadinanza;
  • decesso del genitore richiedente;
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda (affidamento del minore a terzi).

Inoltre, l’erogazione del bonus decade anche nel caso in cui vi sia il provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo.

Al verificarsi di uno dei casi di cui sopra, l’INPS interromperà l’erogazione dell’assegno a partire dal mese successivo all’effettiva conoscenza dell’evento che determina la decadenza.

Occorre tuttavia precisare che vi è la possibilità di avere il subentro nel beneficio da parte di un soggetto diverso, tuttavia tale subentro dovrà avvenire improrogabilmente entro 90 giorni dal verificarsi di una delle cause di decadenza sopra riportate.

Grazie a Oriana e buona scelta a tutti i genitori!

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