Ieri ero in palestra nel vano tentativo di sbarazzarmi dei chiletti che hanno gentilmente deciso di voler vedere crescere con me Carlo e, come un criceto nella sua ruota, provavo a stare dietro all’obiettivo “velocità”.

Ero affannata ma cercavo di sfoggiare il mio sorriso migliore per poter trovare la carica giusta per non mollare. “She’s a maniac” era il motto di Michael Sembello. Ok, io non stavo ballando ma stavo tristemente correndo su un tapis roulant ma anche io avrei voluto correre e muovermi come mai prima di quel momento.

Tuttavia mentre il mio sogno da alter ego di Alex Owens – protagonista di flash dance – stava miseramente andando in fumo e stavo per demordere, la mia attenzione si è posata sulle parole delle mie due vicine di cyclette.

Discutevano animatamente e, involontariamente, mi sono ritrovata ad ascoltare i loro discorsi.

Una delle due parlava di dimissioni – sfido chiunque, quando nei paraggi si parla di tematiche attinenti al proprio lavoro, a non prestare attenzione a ciò che viene detto – e quando, poi, l’altra ha esordito con un “certo, però, che dovrai capire bene come fare ora che sei in maternità”, ecco che la mia attenzione era stata definitivamente carpita.

Chi mi conosce sa che discrezione e riservatezza sono due delle caratteristiche che preferisco, quindi – nonostante mi sia dovuta forzare – cuffiette nelle orecchie e…via!

Dopo poco, però, il proprietario della palestra, che sa qual è il mio lavoro, mi ha presentato alle ragazze sperando potessi aiutarle a risolvere il loro dilemma.

La domanda: Come mi era parso di capire una delle due ragazze, mamma di un bellissimo bambino dagli occhi azzurri, impiegata come segretaria in uno studio di commercialisti si trova, ora, in maternità facoltativa e, a causa del trasferimento di tutta la sua famiglia all’estero, vorrebbe sapere se, rassegnando le dimissioni, possa esserle riconosciuto il diritto al pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso e alla corresponsione della indennità di disoccupazione.

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La mia risposta: Partiamo dal principio generale secondo il quale il lavoratore è sempre libero di svincolarsi dal proprio rapporto di lavoro, a condizione di rispettare il termine di preavviso; per la madre in congedo di maternità (anche facoltativa) vige una norma di favore: può rassegnare le dimissioni dal proprio impiego anche nel detto periodo ed in aggiunta gode di alcuni benefici.

Il primo riguarda da vicino il datore. Secondo quanto disposto dal Testo Unico n. 151/2001 all’articolo 55, infatti, la lavoratrice che si dimette durante il primo anno di vita del bambino non è tenuta a dare al proprio datore di lavoro il termine di preavviso, ma in aggiunta, il datore di lavoro dovrà corrisponderle la relativa indennità (quindi il datore di lavoro dovrà “pagare” la lavoratrice con tante mensilità quante sono quelle previste dal CCNL applicato per il periodo di preavviso in caso di recesso dal rapporto di lavoro). Passando, invece, alla seconda questione ovverossia quella relativa all’indennità di disoccupazione, sempre secondo l’articolo 55 del suddetto Testo Unico, la lavoratrice madre che rassegna le proprie dimissioni durante il primo anno di vita del bambino ha diritto all’indennità di disoccupazione (cd. NASpI). Come i più sapranno, la NASpI viene, nella maggior parte dei casi, corrisposta prevalentemente a coloro che hanno perso il loro lavoro involontariamente e, quindi, fondamentalmente, per i casi di licenziamento. Occorre precisare che, per avere efficacia, le dimissioni dovranno essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali competente per territorio (attuale Ispettorato Territoriale del Lavoro, cd. ITL).

Conclusioni: la nostra cara mamma cyclettistapotrà, quindi, sia ottenere il pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso che richiedere la NASpI, che sarà, poi, erogata dall’ente competente.

Dovrà, quindi, prima di tutto farsi convalidare le dimissioni presso l’ITL e, poi, potrà fare domanda per il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione.

Ci si può dimettere per mille ragioni: per poter ottenere un impiego migliore, per cambiare vita, per sfiducia verso un datore incapace di rispettare gli impegni. In tutti i casi è importante conoscere bene diritti e doveri. 

Il caso di questa settimana ci fa comprendere che la lavoratrice madre gode di un’agevolazione importante anche quando è lei a scegliere di troncare il rapporto. La nostra cyclettista andrà, quindi, all’estero insieme alla sua famiglia con qualche soldino e qualche sicurezza in più. Buon viaggio compagna di fatiche!

Alla prossima, amiche!

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