Congedo parentale: quando i papà vogliono stare a casa

8 Febbraio 2019Oriana Santarcangelo

Guardo mio figlio, i suoi occhi tondi e dolci che sorridono ogni volta che la linea della sua bocca si allarga facendo fare capolino ai due dentini che campeggiano con orgoglio.

Penso a quanto somigli al suo papà (ebbene sì, se si dice che i figli maschi somiglino alle madri, beh noi siamo l’eccezione che conferma la regola) e a quanto la cosa mi renda felice ed orgogliosa.

Anche prima che sapessi dell’arrivo di Carlo, ogni volta che immaginavo un figlio speravo assomigliasse a lui: avrei voluto una sua miniatura in giro per casa. Sono stata accontentata!
Vederli vicini, guancia a guancia, occhi contro occhi, due volti che si guardano allo specchio e ridono di gusto è uno dei momenti più belli della giornata.

Quando sono distanti – durante le ore di lavoro del padre – Carlo guarda ossessivamente la porta sperando nel suo ritorno e il padre, sconsolato, mi chiede di tempestarlo di sue foto per sentirne meno la mancanza.

Un giorno, Carlo era appena nato, la radio passava “Fiore di maggio”, canzone che Concato ha scritto per la figlia, Carlotta. Il quel momento ho visto mio marito stringere tra le braccia Carlo ancora più forte, il nostro era un fiore nato il mese dopo, a giugno ma era il nostro fiore; è stata una scena commovente.
Essendo ancora una mamma momentaneamente – lavorativamente parlando – in stand-by guardando mio marito, capisco la sofferenza sua e di tutti i padri che ogni mattina devono allontanarsi da casa.
Proprio mentre stavo scrivendo queste riflessioni, puff via il contatore, via la luce!

La maggior parte di voi mi suggerirebbe di chiamare mio marito (gli fornirei anche una scusa per tornare a casa dal suo piccolo) e invece no.. tra i suoi mille pregi, ecco lui non ha l’animo da “aggiustatutto” o da bricoler! Così mi sono armata di pazienza e ho contattato un elettricista che mi ha raggiunta “alla velocità della luce”.

Non appena entrato in casa, non appena ha visto Carlo giocare e sorridergli si è sciolto come un tocchetto di butto a bagnomaria e mi ha raccontato che da due mesi è diventato padre di una bimba, mi ha raccontato che sente la sua mancanza ogni ora del giorno ma che sta cercando di capire come fare per poter richiedere il congedo di paternità dal momento che la moglie e madre della piccola avendo un salone di bellezza deve tornare a lavoro per gestire la sua clientela.

Dopo averlo visto così affranto, mentre cercava di ripristinare il quadro dell’elettricità mi sono armata di codice e leggi e, dopo avergli chiesto il contratto collettivo a lui applicato ho iniziato ad esaminare la questione

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La domanda: Il simpaticissimo signor elettricista vorrebbe, quindi, usufruire del congedo di paternità non potendo la moglie stare a casa con la loro piccola di due mesi per questioni lavorative.

La mia risposta: Al rapporto di lavoro del super papà si applica il CCNL per i dipendenti da aziende artigiane metalmeccaniche che prevede all’articolo 99 che il padre lavoratore possa usufruire del congedo di paternità nel periodo nel quale sarebbe stato concesso alla madre di ottenere la maternità facoltativa (ovverossia dal terzo mese di vita del bambino per ulteriori sei mesi). In particolare, l’articolo sopra citato deve essere letto con l’ausilio di quanto disposto dalle leggi n. 903 del 1977 e n. 151 del 2001 così come modificate dal Jobs Act con il d.lgs. 81/2015. Occorre, prima di tutto, far chiarezza sulla differenza esistente tra congedo di paternità e congedo parentale. Il primo (congedo di paternità) è il diritto del padre lavoratore ad astenersi dal lavoro alternativamente alla madre – l’astensione potrà essere richiesta dal padre solo in caso di morte o di grave infermità della madre o in caso di abbandono o di affido esclusivo del bambino al padre e può durare per il tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua -, il secondo (congedo parentale) è il diritto – sancito dall’art. 32 del T.U. n. 151 del 2001 così come modificato – previsto per ciascun genitore di potersi assentare dal lavoro nei primi dodici anni di vita del bambino (anche contemporaneamente). L’aspetto importante – e che interessa al nostro super papà – è che per la legge il padre può usufruire del congedo parentale fin dalla nascita del bambino e non necessariamente alla fine del congedo per maternità – come invece accade per la madre -.

Veniamo ai numeri e cerchiamo di fare chiarezza relativamente a quanti mesi di congedo spettano al padre lavoratore e, in generale, ad entrambi i genitori.

Durata Congedo parentale
Non può eccedere il limite massimo di 10 mesi complessivi – per entrambi i genitori – (elevabile a 11 mesi qualora il padre eserciti il diritto di astensione per un periodo continuativo o frazionato superiore a tre mesi)

In particolare, nell’ambito del limite dei 10 mesi (o 11 nel caso sopra indicato), il congedo parentale spetta ai genitori per le seguenti durate:

 
 
GENITORE                        
Durata del periodo di congedo
madre 6 mesi (n.b da godere per un periodo continuativo o
frazionato e trascorso il periodo di congedo di maternità)
padre 6 mesi (elevabili a 7 qualora il padre eserciti il diritto di astensione per un periodo continuativo o frazionato superiore a tre mesi)

Ultimo aspetto da considerare è che il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche qualora l’altro genitore non ne abbia diritto, quindi il simpatico papà avrebbe potuto richiedere il congedo parentale anche qualora la moglie fosse stata disoccupata e/o libera professionista.

Conclusioni: il nostro super papà, quindi, potrà richiedere non il congedo di paternità bensì il congedo parentale per i mesi che riterrà opportuni fino ad un massimo di 10 oppure di 11 mesi.

Il super papà dovrà solo avere l’accortezza di considerare che i mesi di congedo parentale – una volta goduti – non potranno più essere domandati, perciò fino ai 12 anni di vita del bambino potrà richiedere tanti giorni di congedo parentale ulteriori quanti saranno i giorni che residueranno al termine del periodo che richiederà nell’immediato per stare a casa con la sua piccola.

Alla prossima, amiche.. e amici!

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