Come organizzare l’armadio dei bambini

15 Aprile 2019Manuela Giuby

Mi viene in mente la splendida cabina armadio della mia amica Teresa, sempre perfetta. E poi il suo bucato ha un profumo inconfondibile, che è un misto tra l’odore dell’infanzia felice nella famiglia del Mulino Bianco e la passeggiata in montagna tra i prati in fiore, tanto io non sono allergica neanche un po’. Non so voi, ma se io penso al cambio dell’armadio , sto male. 

Subito dopo penso all’altra mia amica … Maddalena, meglio detta Madè. Ecco, lei è la regina dello stoccaggio. Ha scatole divise per categorie, colore, tessuti, stagioni, taglie, occasioni, preferenze, ricordi, ricordi felici, occasioni d’uso e programma di lavaggio. Insomma perfetta, anche lei. E in quanto a profumo del bucato, direi che anche il suo è del tipo io svolazzo su una altalena immersa in un campo di lavanda con un vestitino fru fru .. a no, sto solo annusando una sua t–shirt appena lavata.

Entrambe mamme, che lavorano e hanno tre l’una e quattro l’altra figlie femmine. Femmine, capite? Intendo dire figlie corredate di out fit casual, eleganti, da casa, da sport, da danza, da mi vesto da principessa, noi dai oggi da guerriera…insomma un milione di vestiti da lavare, stirare e sistemare.

Ingiusto. Tutto questo è davvero ingiusto. Me lo sono ripetuta così tante volte, che alla fine ho pensato ad una soluzione drastica. Ho comprato anch’io Il magico potere del riordino di Marie Kondo

Il bucato, il riordino dell’armadio e il cambio dell’armadio sono uno degli ostacoli più ardui da affrontare per avere una famiglia felice. Non dico solo perché quella volta mio figlio Pietro è andato a scuola senza calzini a Gennaio con meno due gradi, o perché quell’altra volta ero così in ritardo che ho stirato solo colletto e polsini della camicia di mio marito e lui  ha tenuto sempre addosso il maglione per tutto il giorno anche se aveva caldo perché era primavera ed è spuntato il sole e c’erano 27 gradi, o perché una volta i miei figli hanno detto alla maestra di piscina “sai, noi veniamo con il costume già bagnato!” … ma anche perché una volta una mia amica durante una riunione mia ha detto “ che ganzi i calzini diversi, dove li hai presi?” e io sapevo, e ho omesso,  che erano diversi solo perché non ne avevo più nel cassetto e sono andata a pescare nella cesta dei calzini spaiati, messi lì in paziente attesa di riappaiarsi. Forse mai.

Ecco, per tutti questi motivi e per molti altri, che trascuro di proposito, ad un certo punto ho provato a cambiare vita.

  • Ho letto il libro di Marie Kondo e ho guardato due milioni di tutorial per capire come piegare ogni tipologia di vestito.
  • Ho chiesto alla mia amica regina dello stoccaggio il suo segreto. (ve lo svelo fra poche righe: le scatole!),
  • Ho cercato consigli fattibili ed efficaci sulla routine del bucato (efficaci per me li ho trovati solo su Raffaella caso di Baby Green)
  • Mi sono armata di tantissima pazienza e di due giorni di tempo e mi sono messa al lavoro.   

Ed infine ecco come ho organizzato bucato e stoccaggio della biancheria di tutti quanti noi.

  • Nel post di Frenci Decluttering: vi racconto la mia esperienza, è ben spiegato il significato della prima regola del riordino “elimina per fare posto”. Bisogna saper scegliere, non tutto è necessario e soprattutto molto spesso ci lasciamo soffocare dal superfluo. 

Così io mi sono data delle regole: ho smesso di tenere tutti i vestiti dismessi di mia figlia maggiore per le sorelle:  hanno quattro e nove anni di differenza, gusti e stagioni di vita diversissime! Così ho venduto quelli in ottimo stato, dato in beneficenza o ad amiche quelli in buono stato e eliminato per sempre quelli usurati e troppo demodè. Così ho fatto per ognuno dei miei figli. Ho tenuto per ciascuno di loro un massimo di quindici cambi, vale a dire 15 t- shirt, 15 leggins o pantaloni, 15 felpe e 3 o quattro maglioncini eleganti. Stesso ragionamento per calze mutande e canottiere. Due pigiami estivi e due invernali. E sono comunque tantissime cose. 

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  • Ho diviso lo spazio negli armadi con scatole di stoffa o di plastica. Ogni scatola ospita una categoria di indumenti: magliette e t- shirt, pantaloni, leggins  e gonne, felpe e golfini. I bambini scelgono in autonomia i vestiti da indossare. 
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  • Ho imparato a piegare i  panni secondo il metodo di Marie Kondo: i vestiti si arrotolano in modo che possano stare in piedi da soli, vengono così riposti nelle scatole se fossero nei  cassetti. In questo modo è possibile scegliere un indumento senza  prima doverlo togliere dalla scatola per guardarlo. Inoltre si stira molto meno, perché i vestiti così ben piegati perdono le pieghe. Ed infine si risparmia moltissimo di spazio.
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  • Ho adottato la routine del bucato di Raffaella Caso di Baby Green. La sua idea davvero geniale consiste nel fatto che occorre un ritmo. Tutte le sere e tutte le mattine faccio partire una lavatrice e in contemporanea un’asciugatrice, alternando bucati bianchi e bucati scuri. Divido il bucato già nelle ceste per la biancheria sporca in bianchi, colorati e delicati. Cerco di non perdere mai un colpo.  E se possibile, nemmeno i calzini. 
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  • Infine, ogni due o tre mesi si declutterizza da capo per eliminare abiti piccoli o rovinati e integrare per taglia e stagione. 

Volete la verità?

Funziona, anche se qualche volta devo rifare tutto da capo. Nel senso che siamo in tanti, siamo indaffarati e spesso incasinati. Spesso la vita regala sorprese, imprevisti e cambi di programma. E così talvolta le ceste si riempiono di nuovo, i calzini scappano chissà dove e dentro ai cassetti si trovano cubetti di Lego Duplo  invece di mutandine e calze antiscivolo. Però faccio del mio meglio e faccio meglio di prima sicuramente, e questo è il bello!

Se avete idee, trucchetti e segreti nell’armadio e per l‘armadio, condividete!

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