Uno dei momenti più carichi di ansie per un neo-genitore – secondogeniti, sappiate che non susciterete le stesse paranoie! – è quello del cosiddetto “svezzamento”.

Per essere più precisi bisognerebbe parlare di divezzamento, o meglio ancora di alimentazione complementare, ovvero la progressiva sostituzione dell’alimentazione esclusiva a base di latte (materno o formula) con l’assunzione di altri liquidi e cibi solidi.

La buona notizia è che ci passano tutti i mammiferi, la cattiva è che l’homo sapiens viene bombardato di informazioni, notizie e indicazioni spesso schizofreniche e contrastanti. Non aiutano poi alcuni pediatri, poco aggiornati, e i famigerati forum e gruppi online per mamme e papà, dove la semplice richiesta di un consiglio si tramuta a volte in una rissa virtuale (vi ho avvertito!).

Da dove cominciare, quindi, per affrontare questo importante cambiamento con la giusta serenità? Innanzitutto da noi stessi: se per primi noi genitori viviamo questa fase con angoscia, trasmetteremo questa emozione ai piccoli con il rischio che l’associno al cibo. Ricordiamoci che ogni bambino è diverso dall’altro, con i suoi tempi e le sue esigenze. E che, come sostengono anche le linee guida dell’OMS sull’alimentazione dei lattanti, accolte anche dal Ministero della Salute, “non esiste un momento preciso e uguale per tutti i lattanti in cui iniziare il divezzamento”.

Quando poi il bambino è pronto (ovvero, sta seduto bene senza aiuti, tiene su la testa, manifesta interesse verso il cibo), sorge il dubbio amletico: svezzamento tradizionale o autosvezzamento? È un grande dilemma per i genitori, al quale però non è possibile dare un’unica risposta: meglio parlarne con il pediatra di fiducia e seguire le proprie inclinazioni. Da sapere:

  • Con “svezzamento tradizionale” si intende un inserimento graduale e controllato dei cibi solidi, di solito seguendo delle tabelle che, più che dare indicazioni di salute – l’ordine di inserimento dei cibi non è più considerato così importante come in passato – dà una certa tranquillità ai genitori.
  • Il secondo metodo, detto anche alimentazione complementare a richiesta, consiste invece nell’introdurre qualsiasi tipo di alimento già dal primo giorno, in modo che il bambino assaggi cibi diversi come quelli che mangiano mamma e papà, evitando la fase dei sapori sempre uguali, e senza preoccuparsi della questione allergie perché, come dicono le nuove linee guida, dopo il sesto mese di vita il bambino è pronto fisiologicamente psicologicamente e metabolicamente per assumere qualsiasi tipo di alimento (esclusi miele, cioccolato e caffè!). In entrambi i casi sale e zucchero vanno evitati, e anche le fibre e le proteine animali vanno limitate in quantità.

In rete si trovano miriadi di informazioni, naturalmente, ma non sempre sono corrette e coerenti: se volete approfondire con alcune letture, oltre alle linee guida già citate, consiglio di selezionare bene le fonti, privilegiando quelle ufficiali. Un’altra risorsa utilissima è UPPA, la rivista dei pediatri italiani, che in particolare sostiene la validità dell’autosvezzamento e contiene numerosi articoli a riguardo, anche nella versione online. Per saperne di più potete scaricare il PDF dedicato all’argomento a questo link.

Se volete prendere spunti e idee sui piatti da proporre ai piccoli, ma anche al resto della famiglia, potete scaricare l’app di Philips Avent con consigli e ricette step by step. Oppure dare un’occhiata ai blog che hanno una sezione dedicata al tema, come GoodFood Lab e Chi Ha Rubato le Crostate?.

E le materie prime? Meglio sceglierle di qualità, possibilmente biologiche: i pesticidi presenti in frutta e verdura hanno un impatto molto peggiore sul corpo di un bambino piccolo. Un applauso a Cortilia, per esempio, che ha pensato a dei comodi kit completi di ingredienti a km0 e ricette per semplificare la vita ai genitori. Li potete acquistare online sul loro sito.

Poi sappiatelo, ci sarà sempre il giorno in cui sarete di corsa e non riuscirete a preparare un pasto completo al vostro pargolo. Bando ai sensi di colpa, ci pensa Mamma M’ama a salvarvi la vita in queste occasioni! Mamma M’ama è un’azienda creata da tre mamme che un giorno si sono rese conto che nessuna aveva trovato una valida alternativa alle pappe fatte in casa. È nata così un’azienda di sole donne e mamme “che realizza una pappa buona, sana e completa utilizzando solo le migliori materie prime, esattamente come la faresti tu a casa”.

I loro prodotti si trovano nei supermercati biologici, nei Carrefour e online e, da cliente, non sono mai rimasta delusa. E neppure la mia piccola foodie, che da quando ha 6 mesi ci ruba il cibo dal piatto 🙂

Tag:, , , , , ,